Unità Pastorale UP7 Sovizzo
Parrocchie di Sovizzo Colle, Sovizzo al Piano, Montemezzo, Valdimolino,
Tavernelle, Gambugliano, Monte San Lorenzo


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Sito aggiornato il 13.09.2026 ---- Ultimi aggiornamenti: Avvisi del 13.09.2026


Martirio di San Giovanni Battista
29 agosto 2026

"Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista."

La morte del Battista - che lascia intravedere sullo sfondo quella di Gesù - sembra contraddire ciò che leggiamo nella prima lettura, tratta da Geremia: «... alzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata... Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti».

Questo invito al coraggio, accompagnato dalla promessa di salvezza, trovano alla fine della vita di san Giovanni un esito tragico e una morte meschina per il capriccio di un’adolescente istigata da una madre assassina. E che dire di Erode, che si sente padrone del mondo: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò»?
Giovanni, colmo dello Spirito di Dio, come Geremia, sa però distinguere tra il senso profondo delle parole del Signore e gli eventi che pesano sulla sua esistenza umana. Preferisce non spaventarsi e parlare secondo verità; sa per certo che la salvezza promessa dal Signore non riguarda solo la sua povera vita terrena e che coloro che lo uccideranno nulla possono contro la salvezza che gli viene dal suo Dio e che lo condurrà per sempre tra le braccia del Misericordioso.
La Colletta di questa celebrazione ci aiuta a valorizzare la testimonianza del Battista, martire per la verità e la giustizia. In essa chiediamo a Dio - che lo ha dato a suo Figlio come precursore, nella nascita e nella morte - che conceda anche a noi di lottare con coraggio per testimoniare la sua Parola.

 

✠ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,17-29)

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

 

 

(riflessione tratta da www.lachiesa.it)

 

 

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